Filosofia del Cinema

Pensieri, parole, opere ed omissioni

In filosofia del cinema on 12 gennaio 2014 at 08:17

The-Secret-Life-of-Walter-Mitty-Movie-Ben-Stiller-HD-Wallpaper-1024x580

Walter Mitty è il manager responsabile dell’archivio fotografico di “Life Magazine”. È una persona precisa e meticolosa cui di tanto in tanto capita di sognare ad occhi aperti, interrompendo ogni attività, incantato dal fascino di ciò che appare irrealizzabile.

bodei immaginare

La vita di quest’uomo, come di molti del resto, è piena di atti mancati, vere e proprie aspirazioni tenute a freno e trasferite nel dominio dell’immaginazione. In realtà, la proiezione fantastica – lo ricorda Remo Bodei nel recente “Immaginare altre vite. Realtà, progetti, desideri” – è una dimensione fondamentale dell’umano attraverso cui troviamo la nostra collocazione nel mondo. Tuttavia, essa può anche diventare una forma di alienazione simile ad un trastullarsi inoperoso, quando il baricentro della nostra identità e delle nostre azioni smetta di essere vincolato al mondo reale per cercare un ancoraggio nel mondo della fantasia.

Walter, il protagonista del film di Ben Stiller “I sogni segreti di Walter Mitty”, riuscirà a varcare il confine tra incertezza e coraggio, tra vita monocorde ed aspirazioni irrisolte. L’occasione gli sarà fornita dalla necessità di recuperare un importante negativo per l’ultima copertina cartacea del Magazine. Spronato dalla madre (Shirley MacLaine, sottodimensionata in un ruolo secondario), Walter deciderà di mettersi sulle tracce del fotografo Sean O’Connell (Sean Penn).

Dalla Groenlandia all’Afghanistan, in avventure talmente eccessive da rischiare seriamente di vanificare l’adattamento del senso del film all’uomo comune, Walter riuscirà a raggiungere Sean. Il fotografo, fra le nevi di una montagna altissima, nel silenzio più assoluto, è intento a cogliere l’attimo giusto per fotografare un animale rarissimo. Eppure, quando arriva il momento di scattare la foto, Sean rimane immobile. Ci sono occasioni nella vita in cui l’unica cosa che valga la pena di fare è di vivere in prima persona, spiega Sean ad un meravigliato Walter. Con questa nuova coscienza, Walter tornerà a casa, consapevole che la frattura tra realtà e sogno deve convertirsi in impegno per trasformare la realtà stessa in sogno.

L’opera di Ben Stiller attualizza il significato del breve racconto di James Thurber, “The secret life of Walter Mitty” su cui già nel 1947 fu realizzato il lungometraggio “Sogni proibiti”. Soprattutto nella prima parte, la pellicola dell’attore e regista newyorchese si regge su una struttura che potremmo definire “film interruptus”. Essa consiste nel trasporre in immagini l’alternarsi tra la monotona vita di un impiegato anonimo e le epiche gesta da lui immaginate, visualizzate sullo schermo nello stile di “Matrix”. Un tale contrasto contribuisce evidentemente a tener desta l’attenzione dello spettatore e consente al regista di “inoculare” più agevolmente il messaggio del film, che si potrebbe riassumere con le parole di Goethe: “Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia!”.

 

[Nella rubrica Punctum del Nuovo Quotidiano di Puglia del 12 Gennaio 2014].

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: