Filosofia del Cinema

Pezzenti

In filosofia del cinema on 29 luglio 2013 at 09:33

Pezzenti

“Inizio a capire che la creatività nell’audiovisivo si può propagare con forza anche al di fuori dal cinema e che talvolta lo spot pubblicitario, il video musicale e le varie forme di racconto breve possono offrire spunti e soluzioni narrative dal ventaglio più ampio”. Sono parole di Gianni De Blasi, regista salentino il quale, già collaboratore di Winspeare, Mezzapesa, nonché regista del backstage di “Mine vaganti” di Ozpetek, ha ora scritto e diretto il video “Pezzenti”, visionabile su YouTube, dedicato all’omonimo brano dell’album di Mino De Santis “Muddhriche” (Lupo Editore, 2013).

Mino de Santis è uno stimato cantautore in grado nei suoi brani di delineare riuscitissimi ritratti in cui trovano perfetta sintesi due dimensioni non sempre congiunte: da un lato, la fatticità delle vicende umane e dall’altro l’eidetica, eterna ed immateriale, entro cui quelle concrezioni si collocano. Sia che canti de “Lu Preute” o dei “Radical Chic”, De Santis si serve del dialetto per liberare finalmente un intero territorio, il Salento, dalle convenzioni stereotipiche che gli sono attribuite, riattingendo così alla veracità di una terra che ha molto di più da offrire rispetto alla esaltazione dei suoi pur bellissimi tratti naturali, talvolta e misteriosamente assurti a categoria metafisica. Di fronte ad ogni particolare della vita, lo sguardo fenomenologico di De Santis scorge, descrive, testimonia la valenza universale delle vicende di volta in volta messe in musica. In questa tensione trascendente, i versi di De Santis sono in grado di rivolgersi ad un uditorio pressoché sconfinato. Il cantautore salentino incarna così quelle “forme di espressione ibride” che Maurice Merleau-Ponty, filosofo del Novecento francese, aveva indicato come uno degli obiettivi prioritari del nostro tempo.

Questo risultato viene colto in modo significativo nel videoclip “Pezzenti” in cui, tra gli altri, recita Alessandro Haber. In un desolante scenario, che in qualche modo richiama lo sfacelo in cui siamo precipitati, Mino De Santis, Nando Popu e Giovanni “Endesho” De Santis cantano per intero il brano “Pezzenti”, intervallati da diverse tipologie di migranti, intenti ad autorappresentarsi ironicamente. Chi sono, in realtà, i pezzenti? Sono le donne e gli uomini crocifissi alla propria condizione di cercatori di un minimo di benessere o quanti traggono beneficio dal permanere di questa condizione di sottomissione? Come nel “Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo, il video di “Pezzenti” assume anche una valenza simbolica quando sul finire lascia intravedere la marcia degli oppressi che, inarrestabile, muove verso la liberazione. L’espressione di smarrimento sul volto del “potente” sfruttatore Haber, destinatario delle proteste, mostra che un nuovo tempo è forse già iniziato.

Nelle sequenze del videoclip trovano conferma le stesse riflessioni di De Santis sul ruolo dell’artista che “non deve mai essere una specie di cortigiano per tenere tutti contenti, ha il dovere della verità e, perché no, di una certa purezza”.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: