Filosofia del Cinema

La bellezza: il sublime, l’orrido

In filosofia del cinema on 7 luglio 2013 at 16:14

beautiful_03-web

“Beautiful” è un film del regista sud coreano Juhn Jai-hong, premiato nella sezione Panorama del 58° Festival del Cinema di Berlino, la cui trama è basata su un soggetto originale di Kim Ki-duk. “La bellezza è destino”, frase pronunciata all’inizio del film, anticipa il delinearsi della trama di cui è protagonista Eun-yeong (Cha Soo-yeon), una giovane donna dalla bellezza fuori dal comune. Nella prima parte della storia, la bellezza di Eun-yeong è oggetto di sincera ammirazione: le liceali le chiedono l’autografo, i passanti la osservano, i ragazzi le si accostano facendole discrete avances. Il destino, che sembrava scontato, si converte però inaspettatamente in condanna. Ciò che prima era fascino ed ammirazione si trasforma in maledizione e condanna, corruzione e colpa. La giovane protagonista non assiste inerme a questa evoluzione. In qualche modo, invece, la evoca e la provoca, come se fosse lei stessa in balìa di una forza che strega chi la possiede e chi la ammira. La stessa percezione del mondo, che solitamente consegna i coefficienti delle cose dentro cui orientiamo la normalità delle nostre esistenze, è destinata a cambiare completamente di segno. La bellezza ingenua diventa oscena ed ammaliatrice ed essa non può essere guardata senza desiderio di possesso. In un tale vortice annichilente sono assorbiti tutti i personaggi, indipendentemente dalla canonica distinzione tra buoni e cattivi, ormai superata. Tale sorte sarà condivisa dal poliziotto Eun-cheol (Lee Chun-hee), che inizialmente disposto ad aiutare Eun-yeong, diverrà a sua volta vittima del potere insito in una bellezza che imprigiona. Presi in una nuova sindrome di Stendhal, ai personaggi manca la capacità o la volontà di sottrarsi alla vertigine dell’incantesimo. Come in un richiamo primordiale che fa leva su pulsioni irrazionali, sono tutti trascinati dal canto della sirena. Il mutamento di prospettiva messo in scena dal film è occasione per una riflessione sulle emozioni contrastanti suscitate dalla vicenda della protagonista: dalla pietà e la compassione della prima parte alla condanna e distanziazione della seconda. Al tempo stesso, quell’oscillazione riferisce di una zona dell’umano dove hanno sede dimensioni sconosciute del desiderio rispetto a cui nessuno può dirsi al sicuro. La bellezza, scriveva Rainer Maria Rilke, non è altro che l’inizio del terrore. È proprio nella incapacità di predire e controllare il moto di queste emozioni, oltre che nella loro fatale capacità di prendere possesso di io che appare senza difese, che alberga lo sgomento. Qui il bello rivela la sua duplice natura: l’eminenza del sublime, la vertigine dell’orrido.

(in collaborazione con Roberta Pizzi)

TRAILER:

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: