Filosofia del Cinema

Dell’autenticità: Qualcosa di speciale (Love Happens) di Brandon Camp

Infilosofia del cinema su 2 settembre 2010 a 15:37

Podcast | Episodio 39

Nell’essere autentici convergono due entità, autós ed entós, con cui si designa la capacità di agire per se medesimi o, in un modo che mi pare consenta di esplicitare il senso di quella autonomia, il non essere soggetto a forze estranee.

L’esatto dimensionamento di questo sguardo introspettivo è possibile a condizione di attivare una dinamica di ascolto, prima di tutto di se stessi. Ciò può non essere così scontato ed anzi la difficoltà maggiore risiede nella falsa concezione per cui una tale meta è sempre raggiungibile, sempre a portata di mano. L’eccessiva fede nella possibilità di una sempre possibile prensione può invece contribuire a far slittare sempre in avanti l’avvio dell’autoanalisi.

A volte una tale difficoltà a guardarsi dentro può essere frutto di una rimozione, come accade a Burke, protagonista maschile della storia raccontata dal regista Brandon Camp in Qualcosa di speciale.

Due indicazioni possono tornare utili quando l’introspezione sia avviata:

1)     una introspezione è chiamata a giudicare dell’effettività di un percorso intrapreso.

2)     tuttavia, il passaggio (1) può non essere sufficiente, dato che si applicherebbe anche nel caso di scelte cattive di cui si può sempre determinare il livello di attuazione (c’è sempre un più male possibile, insomma). È, per così dire, necessario che nella verifica sia intravisto anche lo sfondo su cui le scelte intraprese si collocano. Parlare e ragionare dello sfondo come dimensione indipendente ma anche coessenziale alle nostre scelte significa che non possiamo trovare noi stessi se non quando andiamo oltre noi stessi.

L’autenticità di cui siamo alla ricerca, dunque, si colloca su un livello non puramente soggettivo. C’e da decidere del soggetto, ma proprio una tale decisione richiede che si vada oltre la dimensione puramente soggettiva, per determinare in tal modo la componente oggettiva, lo sfondo appunto, su cui le nostre scelte si collocano.

Si può decidere effettivamente di noi, quando ci si apre ad una dimensione più grande di noi. Riecheggiano qui le parole con cui molta parte della filosofia ha voluto indicare all’interno dell’uomo la meta di ogni cercare. Come diceva Agostino , «Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas» (Non andare fuori, rientra in te stesso: è nel profondo dell’uomo che risiede la verità).

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